giovedì, maggio 29, 2008

RINNOVI CONTRATTUALI : RECUPERARE LE RISORSE ECONOMICHE

Il Ministro  per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, prof. Renato Brunetta è partito a "spron battuto", dichiarando di voler riformare a 360 gradi la Pubblica Amministrazione, preannunciando un piano industriale per rinnovare la burocrazia pubblica così da aumentare del 30% la produttività ed il raggiungimento degli obiettivi.

Da decenni siamo tutti d'accordo sulla necessità della Riforma dell'apparato dello Stato e saremmo ben lieti di valutare che questa sia la volta buona per rendere efficiente ed efficace il lavoro dei dipendenti pubblici.

Ci spiace solo che la prima soluzione annunciata, nel suo insediamento, ad effetto sia stata individuata nella cacciata dei fannulloni, quasi a dare l'impressione che questa presenza, ipotizzata diffusa, sia una delle prime cause della inefficienza della P.A.

I "civil servant", quella silenziosa e professionalizzata maggioranza, più che qualificata, hanno ricevuto un torto, inaspettato ed improvviso, e non hanno certo apprezzato la prima uscita a piedi giunti del nuovo Ministro.

Speriamo che, nel prosieguo, con i provvedimenti di attuazione che saranno emanati,  sia possibile ricrederci.

Ma al di là degli aspetti etico-formali, che pur sono importanti, quello che ora più ci coinvolge sul piano della tutela economica dei lavoratori pubblici, è la chiusura dei residui CCNL dei comparti Università, Ricerca, Accademie-Conservatori e Dirigenza, nonchè il rinnovo dei contratti di tutti i comparti del biennio 2008-2009, oppure del triennio 2008-2009-2010, secondo le modifiche nel frattempo saranno intervenute.

Allo stato, il rinnovo si presenta senza alcuna copertura, se non quella irrisoria dell' indennità di vacanza contrattuale, prevista da Padoa Schioppa, di appena 11 €, pro-capite, come già affermato anche dal Ministro Brunetta.

Se teniamo conto che per il 2007 il CCNL è stato definito con 101 € lorde pro-capite, c'è di che preoccuparsi per recuperare 90 € a testa.

Si consideri che il processo inflativo prevedibile per il 2008 sarà del 3%, a fronte di una inflazione programmata del 1,7%.

Presumibilmente per il rinnovo dei contratti triennali occorreranno circa 9,6 miliardi di euro.

La relazione unificata del MEF-Tesoro ha previsto per il 2008 una crescita della spesa complessiva per i pubblici dipendenti del 6,3%, tanto da far crescere l'incidenza sul PIL dal 10,7% al 11,1%.

E' la solita storia, che si ripete in ogni statistica, che fa gonfiare la spesa di un determinato periodo, come ad esempio avverrà per il 2008 sul quale sono stati scaricati gli arretrati del rinnovo contrattuale del 2007, risultato in quella occasione rigorosamente incapiente.

Per quanto riguarda i CCN Integrativi si potrebbero presentare serie difficoltà sia per la limitazione delle risorse che sarebbero rese disponibili, sia per la concreta possibilità che il salario accessorio dovrebbe riconoscere il merito per l'effettiva maggiore produttività realizzata, escludendo, quindi, i margini di distribuzione a pioggia, sia, infine, per la ventilata volontà di riconsiderare le quote erogate per gli avanzamenti di carriera.

Pur con tutte le difficoltà che abbiamo sopra esposte e con tutte le riserve che riteniamo di esprimere sulle ricadute che ne potranno derivare per il personale dei comparti ministeri ed presidenza del consiglio dei ministri, in sede di esame dei decreti attuativi della riforma, vogliamo essere ottimisti, anche se con le dovute cautele, nella auspicata considerazione che questo Ministro, al quale diamo apertura e disponibilità, sappia tenere in conto che nessuna riforma si è mai realizzata in passato senza stanziamento di risorse economiche e, soprattutto, senza il coinvolgimento convinto dei lavoratori interessati.

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