mercoledì, aprile 30, 2008

COMUNICATO STAMPA

GIUSEPPE URBINO(CONFSAL-UNSA BENICULTURALI):

 

"L'ULTIMO REGALO DI RUTELLI.

 

 MUSEI CHIUSI IL PRIMO MAGGIO MA NON PER COLPA DEI LAVORATORI.

 

GRAVI DANNI ECONOMICI E D'IMMAGINE PER IL NOSTRO PAESE".

 

 

"Così facendo il nostro Paese subirà un danno economico e d'immagine- tuona il Segretario Generale della Confsal-Unsa Beniculturali, Giuseppe Urbino – trovo assurdo che i dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali vogliono aprire i musei nella festività del primo maggio mentre il dicastero non si impegna a trovare i fondi necessari alla relativa copertura economica".

 "In merito alle aperture straordinarie, sono perplesso – continua Urbino -  circa la fattibilità delle succitate aperture per i giorni primo maggio, 2 giugno, etc, poiché da un sondaggio effettuato risulterebbe che a causa di mancanza di fondi, ben pochi luoghi della cultura potrebbero aderire, in quanto il budget assegnato a ciascun istituto risulterebbe già impegnato in altri progetti precedentemente contrattati con le organizzazioni sindacali a livello locale.

 

A questo proposito – dice ancora il sindacalista - al fine di evitare una scarsa partecipazione alle iniziative proposte dal Mibac e assicurare nel contempo, un effettivo funzionamento dei luoghi d'arte e di cultura, ciò anche per stabilizzare la buona immagine dell'amministrazione, nonché mantenere la tradizionale apertura nei giorni su indicati, e' stato chiesto alla competente direzione generale che vengano assegnati ulteriori fondi aggiuntivi da destinare alla contrattazione locale con debita verifica dei progetti presentati. Alla vigilia del primo maggio nessuna risposta è pervenuta. Musei quindi chiusi per il primo maggio, non era mai accaduto negli ultimi anni, segno questo che vi è stata poca attenzione verso la promozione di quello che dovrebbe essere considerato uno degli argomenti primari della nostra Nazione, la "cultura".

Un monito ai nostri amministratori – conclude Urbino – è arrivato persino dalla Confindustria Toscana, che attraverso il suo vicepresidente, Riccardo Zucconi, ha fatto sapere che è inaccettabile la chiusura dei musei di Firenze, considerato anche che i fondi per rimanere aperti vi sono".

 

Roma, 30 aprile 2008

Tel. 06 67232348

 

 

Dal notiziario della Confsal n. 74 del 30.04.2008:

 1° MAGGIO 2008: COMUNICATO STAMPA

 

                                        Si riporta di seguito, per doverosa conoscenza, il Comunicato stampa diramato oggi dalla Segreteria Generale:

 

CONFSAL: QUESTO 1° MAGGIO SEGNI UNA SVOLTA DELLE RELAZIONI SINDACALI

Marco Paolo Nigi: "Il nuovo governo garantisca trasparenza e correttezza della rappresentanza sindacale. Basta con le regole truccate"

 

Roma, 30 aprile. Mentre parte la campagna nazionale sulla sicurezza e la salute nel lavoro che la Confsal ha promosso i questi giorni su tutto il territorio nazionale per onorare la Festa del lavoro e dei lavoratori, il segretario generale della Confsal, Marco Paolo Nigi, è intervenuto sui temi principali che sindacati e governo si troveranno ad affrontare da subito: "Guardiamo con interesse al clima di dialogo che le parti sociali hanno dichiarato di voler intrattenere nella prossima legislatura. Alcuni provvedimenti tra quelli annunciati - la defiscalizzazione degli straordinari e dei premi di produttività, la riforma della contrattazione e la revisione delle aliquote fiscali - ci vedono assolutamente favorevoli. Il cambiamento delle regole va fatto con il sindacato e non senza o contro di esso".

 

"Fondamentale per noi è affrontare il nodo della rappresentanza e della rappresentatività sindacali. Non vorremo che in nome di una semplificazione degli schieramenti, di cui c'è indiscutibilmente bisogno, la rappresentanza sindacale seguisse logiche meramente partitiche e di spartizione del potere. Il sindacato deve cambiare, è vero. Deve promuovere trasparenza al proprio interno e accogliere le istanze di un mondo del lavoro molto diverso da quello di alcuni anni fa. Ma non ci sarà nessun vero cambiamento se la voce del sindacalismo autonomo non verrà ascoltata".

 

"Lungi dall'aver timore di nuove e più selettive regole per la rappresentanza, anche di una più alta soglia percentuale sia nel pubblico che nel privato impiego, auspichiamo che esse vengano adottate quanto prima. Là dove ci sono regole chiare e trasparenti la Confsal c'è. Non c'è quando le regole sono truccate. Mi riferisco al governo Prodi, che ha dimostrato di bypassare con sprezzo e con arroganza la frontiera della democrazia sindacale, scegliendo da sé e per accordi tutti interni i propri interlocutori. Vedendo i risultati, penso che dovrebbe dolersene".

 

lunedì, aprile 28, 2008

Richiesta fondi aggiuntivi per aperture straordinarie

Il Coordinamento Nazionale, in data 28 aprile 2008, ha scritto con nota prot. n 131/08, una lettera che si riporta qui di seguito, inviata al Dott Giuseppe Proietti Segretario Generale e il al Dott. Bruno de Santis Direzione Generale per l'organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali

 

Oggetto: Richiesta fondi aggiuntivi per aperture straordinarie.

 

La scrivente Organizzazione Sindacale, preso atto del contenuto della circolare ministeriale n. 90 del 23/04/08 con la quale si impartiscono le direttive agli Istituti periferici del MiBAC, in merito alle aperture straorinarie, esprime le proprie perplessità circa la fattibilità delle succitate aperture per i giorni 1 maggio, 2 giugno, ect, poiché da un sondaggio effettuato risulterebbe che a causa di mancanza di fondi, ben pochi istituti potrebbero aderire, in quanto il budget assegnato a ciascun istituto risulterebbe già impegnato in altri progetti precedentemente contrattati con le Organizzazioni Sindacali a livello locale.

Pertanto, al fine di evitare una scarsa partecipazione alle iniziative proposte da codesto ministero e assicurare nel contempo, un effettivo funzionamento dei luoghi d'arte e di cultura, ciò anche per stabilizzare altresì la buona immagine dell'Amministrazione, nonché mantenere la tradizionale apertura nei giorni su indicati, lo scrivente Coordinamento Nazionale chiede a codesta Direzione Generale che vengano assegnati ulteriori fondi aggiuntivi da destinare alla contrattazione locale con debita verifica dei progetti presentati.

Considerata l'urgenza, si resta in attesa di cortese e sollecito riscontro.

 

IL VICE SEGRETARIO NAZIONALE

        (Stefano Innocentini)

 

 

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CONFSAL - UNSA Beni Culturali
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mercoledì, aprile 23, 2008

ALLARME SU ARCUS DEL TUTTO GIUSTIFICATO

Il coordinamento nazionale, in data 23 aprile 2008, ha scritto una nota prot. n126/08, che si riporta qui di seguito, inviata al Cons. Antonio Ferrara Magistrato della Corte dei Conti Delegato al Controllo di Arcus S.p. A. , al Presidente Corte dei Conti Dott. Tullio Lazzaro e al Segretario Generale della Corte dei Conti Cons. Raffaele Squitieri:

"L'allarme lanciato su Arcus (la Spa dei Beni culturali partecipata dal Ministero delle Infrastrutture) da questa Segreteria Nazionale il 3 aprile scorso era del tutto giustificato.
Con un vero e proprio colpo di mano i ministri Rutelli e Di Pietro, con la squadra di Arcus, a pochissimi giorni dalle consultazioni del 13 e 14 aprile, hanno confezionato un piano d'interventi, una serie di progetti scelti senza alcun criterio, se non quello clientelare per meri scopi elettorali, dividendoli in due tranche, una da 60 milioni di euro e l'altra da 47 milioni e confezionando decreti che da pochi giorni si trovano sui tavoli di codesta spettabile Corte per la registrazione.
L'operazione effettuata con moltissima fretta e proprio in un periodo elettorale e alla vigilia di lasciare il Dicastero ad un nuovo ministro della Cultura, ha creato non pochi dubbi sulla trasparenza dell'assegnazione di ben 107 milioni di euro. Nessuno conosce quali e quanti sono i progetti di particolare interesse culturale e nazionale. Senza parlare poi che i vertici di Arcus, sin dallo start up della società hanno sempre promesso senza mai tener fede di pubblicare sul sito
www.arcusonline.org, e quindi rendendo pubblica l'attività di una società completamente a capitale pubblico, i vari decreti interministeriali fino ad oggi emessi.
Si tratta di un'irregolarità anche questa, un'altra fandonia del Commissario Sciarelli e del Direttore Generale Pietrabissa che non possono permettersi di affermare all'agenzia Ansa "pubblicheremo sul nostro sito i decreti come abbiamo sempre fatto", quando sul sito non vi è nemmeno l'ombra di un decreto regolarmente registrato da codesta Corte dei Conti. Sul sito internet di Arcus sono riportati una serie di progetti ma non tutti quelli finanziati e questo non fa che alimentare purtroppo il sospetto che ci sia qualcosa da nascondere.
Ci teniamo a ribadire che Arcus non rappresenta certo la cosiddetta "normale amministrazione", quindi non vi era nessun motivo d'urgenza(se non quello elettorale) di correre a stilare il piano dei progetti (per un ammontare di 107 milioni di euro)
Del resto proprio di recente codesta Magistratura contabile ha sollecitato Arcus alla ricostituzione del Consiglio d'Amministrazione, Cda che ricordiamo manca dal 5 aprile del 2007, quando Rutelli decise di commissariare la società prima con l'on. Baratta, poi con il suo attuale Capo di Gabinetto Improta e infine per metterla nelle mani di Arnaldo Sciarelli.
E' farina del Vostro sacco quanto si legge nella relazione sul rendiconto generale dello Stato del 2007, è la Corte dei Conti ad affermare che la società Arcus " si sta trasformando in un'agenzia per il sostegno di interventi, predeterminati dai ministri e integrativi di quelli ordinari".
"Arcus è in costante ritardo nella fase decisionale e in quella di esecutività dei progetti", tutto ciò comporta il frequente finanziamento e la quasi immediata erogazione dello stesso per iniziative progettuali già avviate o addirittura concluse. Senza contare poi che la Corte preme per l'approvazione di un regolamento di cui Arcus non è ancora provvista.

La Confsal-Unsa Beni Culturali fa accorato appello affinché si valuti la possibilità, anche in virtù che nei prossimi giorni saranno nominati i nuovi responsabili dei dicasteri della Cultura e delle Infrastrutture, di non dar seguito alla registrazione dei provvedimenti in questione che prevedono l'impegno di un'ingente somma che dovrà gestire una società che ha operato fino ad oggi in maniera piuttosto grossolana e il cui futuro prossimo è davvero incerto.

martedì, aprile 22, 2008

COMUNICATO STAMPA

GIUSEPPE URBINO(CONFSAL-UNSA), NOMINE AI BENI CULTURALI:

 

" SIAMO PREOCCUPATI PER LE VENTILATE ED EVENTUALI PRESSIONI POLITICHE SULLA CORTE DEI CONTI AFFINCHE' REGISTRI PRIMA DELL'INSEDIAMENTO DEL NUOVO ESECUTIVO

LE NOMINE DI RUTELLI"

 

 

Facendo riferimento alla mancata registrazione dei provvedimenti di conferimento degli incarichi dirigenziali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le prime 35 nomine del 31 dicembre scorso e le successive 216 riguardanti dirigenti di seconda fascia –  afferma Giuseppe Urbino, Segretario Generale della Confsal –Unsa Beni Culturali -  questa Segreteria Nazionale esprime la propria preoccupazione per la ventilata ed ' eventuale "pressione politica" che il vertice uscente  del Ministero della Cultura  può esercitare sulla Magistratura contabile di via Baiamonti onde ottenere all'ultimissimo minuto, la registrazione delle nomine dirigenziali fatte da Rutelli è ancora giacenti sui tavoli della Corte dei Conti.

        

Riteniamo che il comportamento del Ministro Francesco Rutelli sia politicamente scorretto e lesivo degli interessi della Pubblica Amministrazione in materia dei buoni principi di trasparenza, efficacia ed efficienza, - continua il sindacalista - poiché così facendo si aggira la regolarità della procedura amministrativa, che sì, prevede delle scadenze solo per l'ordinaria amministrazione, ma non fa altro che alimentare la "certezza" che queste avvengono con criteri del tutto clientelari e politici. Un Ministero come quello della Cultura, da anni sempre in continua riforma, avrebbe  potuto attendere il nuovo esecutivo prima di procedere  in tal senso, un mese in più non potrebbe arrecare danno all'amministrazione mentre in caso contrario il danno economico sarebbe ingente in quanto il nuovo esecutivo con quasi certezza sarebbe costretto a rivedere il tutto, senza contare i numerosi  ricorsi  che ci risultano essere stati proposti dai contro interessati.

 

Siamo comunque fiduciosi dell' operato di codesta spettabile Corte dei Conti e garantiamo sin d' ora ogni possibile sostegno politico-sindacale al suo operato conclude Urbino – e,  ad ogni buon conto,  abbiamo chiesto di essere informati circa l' operato medesimo e di essere messi altresì al corrente dell' iter procedurale posto in essere dalla Corte dei Conti   in merito alle summenzionate nomine,  affinché  sia fatta chiarezza una volta per tutte sulla legittimità dei provvedimenti e dell'anomala procedura adottata dal Ministero".

 

Roma, 22 aprile 2008

 

lunedì, aprile 21, 2008

COMUNICATO STAMPA

GIUSEPPE URBINO(SEGR.GEN. CONFSAL-UNSA):

"LA CORTE DEI CONTI NON REGISTRI IL DECRETO INTERMINISTERIALE DEGLI INTERVENTI ARCUS VOLUTO A TUTTI I COSTI DA RUTELLI E DI PIETRO".

 

QUALCHE  GIORNO  PRIMA DELLE ELEZIONI RUTELLI E DI PIETRO FIRMANO

E MANDANO IN REGISTRAZIONE ALLA CORTE DEI CONTI  IL DECRETO DEI PROGETTI

DI ARCUS SPA PER UNA SPESA DI OLTRE 60 MILIONI DI EURO

 

 

"L'allarme lanciato su Arcus (la Spa dei Beni culturali partecipata dal Ministero delle Infrastrutture) dal sottoscritto il 3 aprile scorso era del tutto giustificato – afferma Giuseppe Urbino, Segretario Generale della Confsal- Unsa Beni Culturali-.

Proprio di recente la Magistratura contabile ha sollecitato Arcus alla ricostituzione del Consiglio d'Amministrazione, Cda che ricordiamo manca dal 5 aprile del 2007, quando Rutelli decise di commissariare la società-cassaforte del Ministero della Cultura affidandola ad un suo fido collaboratore, Arnaldo Sciarelli( un assicuratore ed ex editore di Europa, il quotidiano della Margherita) e confermando il Direttore Generale Prodiano, Ettore Pietrabissa(già Vice Direttore Centrale per la finanza dell'I.R.I ai tempi di Romano Prodi e Membro del Comitato Euro istituito dal governo Prodi nel giugno 1995).

 

"Con un vero e proprio colpo di mano – prosegue il sindacalista della Confsal Unsa – Rutelli e Di Pietro, con la squadra di Arcus, a pochissimi giorni dalle consultazioni del 13 e 14 aprile, hanno confezionato un piano d'interventi, una serie di progetti scelti senza alcun criterio se non quello clientelare per meri scopi elettorali.  

Arcus  -  ribadisce con fermezza Urbino – non rappresenta certo la cosiddetta "normale amministrazione", non vi era nessun motivo d'urgenza(se non quello elettorale) di  correre a stilare il piano dei progetti (per un ammontare di oltre 60 milioni di euro) firmato poi dai due ministri, quello dei Beni Culturali, Rutelli e quello delle Infrastrutture, Di Pietro".

 

L'ennesima scorrettezza di Rutelli, a cui si unisce anche quella di Di Pietro – continua il Segretario Generale della Confsal Unsa – che dimostra come Arcus  si gestita in maniera grossolana e dispendiosa per la finanza pubblica. Un centinaio di milioni di euro per lo più distribuiti con criteri personali e soprattutto in modo clientelare, del resto, è stata la stessa corte dei Conti che nella relazione sul rendiconto generale dello Stato del 2007, ha afferma che la società " si sta trasformando in un'agenzia per il sostegno di interventi, predeterminati dai ministri e integrativi di quelli ordinari".

Ma dai Magistrati di via Baiamonti non è tutto – sottolinea Urbino "Arcus è in costante ritardo nella fase decisionale e in quella di esecutività dei progetti" , tutto ciò comporta il frequente finanziamento e la quasi immediata erogazione dello stesso per iniziative progettuali già avviate o addirittura concluse.

 

 

Auspico che la Corte dei Conti non registri il decreto e lo rispedisca al mittente per le valutazioni dei prossimi ministri della Cultura e delle Infrastrutture  – conclude Urbino – continuiamo a chiedere chiarezza e soprattutto che la società Arcus venga rivista. Si azzerino i vertici e soprattutto si riportino le competenze all'interno dei due ministeri competenti. Chiudere Arcus sarebbe uno dei segnali forti del prossimo governo che contribuirà oltremodo a spazzare via uno di quegli Enti inutili e dispendiosi per le casse dello Stato".

 

 Roma, 21 aprile 2008

 

 

venerdì, aprile 18, 2008

E' TEMPO DI 730, ECCO LE NOVITA'

Diverse sono le novità che riguardano l'adempimento in scadenza per la dichiarazione dei redditi conseguiti nell'anno 2007 e che devono essere comunicati con il modello 730/2008.

Innanzitutto per i contribuenti che si rivolgono al CAF, la scadenza è fissata al 31 maggio. Inoltre i contribuenti che, pur potendo presentare il modello 730, scelgono di utilizzare il modello UNICO 2008 Persone fisiche, sono obbligati a presentare tale dichiarazione esclusivamente in via telematica all'Agenzia delle Entrate.

Le novità in materia di redditi di lavoro dipendente e di pensione.

Nel modello di dichiarazione 730/2008 trovano applicazione le novità della tassazione Irpef in vigore dal 1° gennaio 2007. I nuovi scaglioni di reddito e le nuove aliquote progressive Irpef si sono resi necessari per evitare significativi incrementi di imposizione in considerazione del fatto che la base imponibile 2007 è maggiore di quella per il 2006 proprio per effetto dell'abrogazione delle deduzioni "no tax area" e "family area". Le deduzioni per carichi di famiglia "family area" sono state abrogate e sostituite da un nuovo sistema di detrazioni d'imposta. La deduzione "no tax area" è stata abrogata e sono state introdotte le detrazioni per lavoro con un meccanismo di calcolo diretto a garantire la progressività dell'Imposta.

Le novità in materia di oneri detraibili

Detrazione per le famiglie numerose. La Legge finanziaria per il 2008 prevede una detrazione a favore delle famiglie numerose. In base alla nuova disposizione, in "presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un'ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro". La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.

Detrazione del 19% per spese per addetti all'assistenza personale. Possono essere detratte per un importo non superiore a euro 2.100,00, sostenute per gli addetti all'assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari anche non fiscalmente a carico.

Detrazione per attività sportive praticate dai ragazzi. Godono di una detrazione del 19% le spese, per un importo non superiore per ciascun ragazzo a euro 210,00, sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. La detrazione spetta anche se tali spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico.

Spese per intermediazione immobiliare. Possono essere detratti i compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. L'importo non può essere superiore a euro 1.000,00. La detrazione è del 19%.

Spese sostenute per canoni di locazione da studenti universitari fuori sede. Istituita una detrazione del 19% per le spese sostenute dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso una università situata in un Comune diverso da quello di residenza per canoni di locazione derivanti da contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della Legge n. 431/1998. L'università deve comunque essere ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri dal comune di residenza dello studente e comunque in una Provincia diversa. L'importo non può essere superiore a euro 2.633,00. La detrazione spetta anche se tali spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico.

Detrazione di imposta per la locazione dell'abitazione principale. Per i canoni di locazione delle abitazioni destinate ad abitazione principale spettano particolari detrazioni di imposta. In particolare ai contribuenti che hanno stipulato o rinnovato contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale, spetta una detrazione complessivamente pari a:

• 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;

• 150 euro, se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro.

Detrazione spettante ai "giovani". Per i giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni la detrazione di cui sopra, limitatamente ai contratti stipulati nel 2007 e per tre anni, è di euro 991,60 ed è riconosciuta solo se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71.

Detrazione del 19% anche per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro. Tali istituti devono appartenere al sistema nazionale di istruzione di cui alla Legge n. 62/2000 e devono essere finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa.

Acquisto di personal computer da parte dei docenti. Sono ammesse in detrazione, fino ad un importo massimo di 1.000,00 euro, nella misura del 19% le spese per l'acquisto di un personal computer nuovo di fabbrica da parte dei docenti delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado nonché dal personale docente presso le università statali.

Detrazione di imposta per spese di riqualificazione energetica. Dal 2007 sono detraibili nella misura del 55% (da ripartire in tre quote annuali di pari importo) le spese sostenute per interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esistenti. Le tipologie di interventi previste sono:

• riqualificazione energetica di edifici esistenti;

• interventi sull'involucro di edifici esistenti;

• installazione di pannelli solari;

• sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Spese per la sostituzione di frigoriferi , congelatori e loro combinazioni Possono essere detratte nella misura del 20% le spese sostenute per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni con apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+. Tra le spese possono essere considerati anche i costi di trasporto e le eventuali spese di smaltimento dell'elettrodomestico dismesso purchè debitamente documentati. L'importo non può essere superiore a euro 1.000,00 poiché la detrazione massima spettante è pari a euro 200,00 per ciascun apparecchio.

Spese per acquisto apparecchi televisivi e digitali. Sempre nella misura del 20% possono essere detratte le spese sostenute per l'acquisto di un apparecchio televisivo digitale con sintonizzatore digitale integrato e cioè di un apparecchio adatto alla ricezione dei segnali televisivi digitali. Per usufruire della detrazione il contribuente, tra l'altro, deve essere in regola per l'anno 2007 con il pagamento del canone di abbonamento televisivo RAI. L'importo non

può essere superiore a euro 1.000,00 poiché la detrazione massima spettante è pari a euro 200,00 per ciascun apparecchio.

Spese per acquisto motori ad elevata efficienza e per acquisto variatori di velocità.

L'importo non può essere superiore a euro 7.500,00 e la detrazione massima spettante è pari a euro 1.500,00

Bonus incapienti

Il "bonus" spetta ai soggetti passivi Irpef la cui imposta netta dovuta per l'anno 2006 è stata pari a zero.

Il quadro R è riservato ai contribuenti che si trovano nelle condizioni per richiedere in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi il Bonus fiscale in quanto non attribuito dal datore di lavoro o sostituto d'imposta. A questi soggetti è attribuita la somma di 150 euro anche per ciascun familiare a carico. La misura non spetta se il reddito complessivo per il 2006 è superiore a 50mila euro.

ASSUNZIONI CO.CO.CO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

In questi anni si sta svolgendo un processo di stabilizzazione che investe i lavoratori precari che prestano attività presso le Pubbliche Amministrazioni. L'ultima legge finanziaria (L.244/2007), all'art. 3, comma 94, lettera b), lasciava intendere la possibilità di ampliare il processo di stabilizzazione anche a coloro che sono impiegati nella Pubblica Amministrazione in forma di Co.Co.Co.

In una nota inviata al Viminale e alla Funzione Pubblica, la Ragioneria Generale dello Stato rileva la mancanza di chiarezza della norma sopra riportata, affermando che non risulta possibile pensare alla trasformazione di contratti di collaborazione in contratti a tempo indeterminato. I contratti di collaborazione, che sono contratti di lavoro autonomo, sono di altra natura rispetto ai contratti a tempo determinato che, protratti almeno per tre anni, lasciano aperta la strada ad una stabilizzazione e ad una trasformazione in contratto a tempo indeterminato.

In questa senso ai lavoratori in Co.Co.Co presso le P.A. si apre un percorso di stabilizzazione in due tappe. La prima è quella di vincere una procedura concorsuale indetta dalle P.A. per contratti a tempo determinato sfruttando la riserva del 60% dei posti messi a concorso e a loro riservati, così come previsto dai commi 529 e 560 della Legge Finanziaria per l'anno 2007. La seconda tappa è quella di maturare i tre anni previsti dalla normativa per vedersi riconoscere la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

Questo doppio passaggio poggia su quanto statuito proprio dai commi 529 e 560 della Finanziaria 2007.

Tuttavia, per ciò che riguarda i rapporti di lavoro presso le Regioni, la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 95/2008 ha affermato che la legge dello Stato non può obbligare le Regioni a bandire concorsi con riserva del 60% ai lavoratori in Co.Co.Co., poiché ai sensi della riforma costituzionale e dei rapporti di competenza tra Stato e Regioni, l'organizzazione amministrativa delle stesse compete esclusivamente a loro. Sarà una scelta della singola Regione favorire la prima tappa del processo di stabilizzazione dei Co.Co.Co. ponendo una riserva dei posti messi a concorso, ma non un obbligo previsto da Legge dello Stato, poiché essa non ne ha competenza.

 

LAVORI USURANTI

Per quanto riguarda il decreto legislativo sul pensionamento anticipato dei lavoratori che svolgono attività usuranti, in attuazione del Protocollo del Welfare, ora legge 247/07, si precisa che lo stesso deve andare all'esame delle Commissioni Lavoro delle Camere.

venerdì, aprile 11, 2008

COMUNICATO STAMPA


BENICULTURALI GIUSEPPE URBINO (SEGR.GEN. CONFSAL-UNSA): POCA TRASPARENZA NELLE NOMINE DIRIGENZIALI


Ancora una volta è intervenuto Giuseppe Urbino Segretario Nazionale del Coordinamento Nazionale Confsal-Unsa Beni Culturali, con una lettera aperta indirizzata al Ministro il cui contenuto, denuncia il modo discrezionale operato dall'Amministrazione dei Beni Culturali sulla scelta dei nominativi preposti agli incarichi dirigenziali:
A seguito di tutte le recenti attente valutazioni sul conferimento delle nomine dirigenziali dispensate dell'Amministrazione dei Beni Culturali, viene da interrogarsi, allarmati, sulle nuove nomine dei responsabili delle soprintendenze archeologiche di Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Liguria.
Infatti, perché penalizzare il personale tecnico-scientifico interno delle singole soprintendenze a favore di dirigenti esterni alla stessa amministrazione del Ministero, quando la colpa dei mancati concorsi –per anni!- è da attribuirsi solo alla gerarchia ministeriale centrale?
Inoltre, perché nominare con il comma. 5-bis dell'art.19 del Decreto Legislativo n.165 del 2001 quattro funzionari "dirigenti" della Regione Siciliana, quando il comma 2 dell'art.52 dello stesso decreto legislativo prevede l'utilizzo di personale interno a costo zero quando sia in svolgimento un concorso, come è per l'appunto la situazione attuale del Ministero?
Infine, perché non è stata nominata –a quanto pare- una commissione di valutazione dei curricula di chi ha risposto all'appello del Ministero? Perché non sono stati analizzati i curricula dei quattro funzionari siciliani per verificarne l'idoneità o meno a ricoprire ruoli per loro comunque del tutto nuovi (tranne per due di loro ma con profili perlomeno imbarazzanti)?
Era sufficiente consultare la pagina
http://www.regione.sicilia.it/benicultural...ogazioneall.asp e digitare nella casella di ricerca nomi inserendo i nominativi dei designati.
Si apprenderà immediatamente che un Dirigente è responsabile solo di un'unità operativa della Soprintendenza BB. CC. AA. di Messina (U.O. 21 : Coordinamento Progetti POR per le aree archeologiche). Domanda: ma perché non è più soprintendente? Ovvero, è vero o no che è stato "degradato" per ben due volte e, se sì, perché?
Un altro è responsabile solo di un'unità operativa della Soprintendenza BB. CC. AA. di Messina (U.O. 05 : Archeologia e Numismatica).
Abbiamo poi il responsabile di servizio della stessa Soprintendenza di Messina (Servizio Beni Archeologici) e non Soprintendente (il Soprintendente è Gianfilippo Villari). Ma una volta non era Soprintendente? Perché ora non lo è più?
Infine, l'ultimo della nostra indagine, è parimenti responsabile di servizio (Servizio Beni Archeologici) della neoistituita Soprintendenza del Mare di Palermo, di cui non è Soprintendente.
Se si tiene conto che in Sicilia tutte le Soprintendenze sono miste ed hanno un territorio a base provinciale (la Sicilia è divisa in 9 Soprintendenze + la Soprintendenza del Mare), e che nella sola Soprintendenza di Messina militano sotto il Soprintendente ben almeno 5 "dirigenti" archeologi (oltre a Bacci, Spigo, Mastelloni, anche Tigano e Lentini), appare evidente come non siano in alcun modo comparabili le relative funzioni tra un Soprintendente Archeologo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dello Stato italiano e questi funzionari di una regione autonoma, che hanno un carico di lavoro e responsabilità inferiori alla media dei funzionari territoriali delle soprintendenze del resto d'Italia, per lo più organizzati su numeri molto più bassi (quando va bene sono uno per provincia) e meno pagati. Del resto la sola Sicilia ha circa almeno 50 "dirigenti" archeologi, cioè il doppio dell'organico dei dirigenti archeologi di tutto il Ministero (cfr. per l'organizzazione la pagina
http://www.regione.sicilia.it/benicultural...ze/palermo.html).
Come dire che con metà dell'organico degli archeologi siciliani si potrebbero ricoprire tutti i posti di dirigente archeologo del nostro Ministero. Ma allora a che serve fare i concorsi?
Roma, 11 aprile 2008

F.U.A. 2008?

QUANDO LO RISCUOTEREMO...

Molte sono le domande dei lavoratori del MiBAC che recitano: "Siamo arrivati ormai a metà aprile e dei pagamenti delle competenze (aperture straordinarie di Natale e primo dell'anno, turnazioni e maggiorazioni pomeridiane del 2007 e primo trimestre 2008, differenza quota dalla busta paga dei "Progetti produttività
ed efficienza") com'è che ancora non vengono pagate? - Il F.U.A. 2006 e 2007 residui e 2008 primo trimestre, cosa aspettano a pagarlo? – Quando ci pagheranno?" Purtroppo, dobbiamo aspettare che al Tavolo nazionale sia firmato l'Accordo sulla ripartizione del Fondo F.U.A. 2008 e relativi residui 2006 e 2007, che sin dal mese di gennaio la nostra Organizzazione Sindacale ha sempre sollecitato. Tale accordo doveva essere firmato l'8 aprile scorso ma, a causa di un grave lutto occorso a familiari del Direttore Generale, abbiamo convenuto di rimandarlo al 15 aprile p.v. QUINDI, se l'Accordo di ripartizione del fondo avverrà entro il 15 aprile, dovremmo rincominciare a riscuotere per il mese di luglio.... Pertanto, diffidate da chi vi dice: "Ora ci pensiamo noi...", oppure "abbiamo messo in campo un'iniziativa domani ne saprai di più" e via dicendo. A riprova di quanto sosteniamo: dal ns. comunicato n. 12 del 14 febbraio 2008, ... per quanto riguarda il FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE abbiamo chiesto che venga ufficializzato lo stato di esercizio complessivo al 31 gennaio 2008, avendo ben presente che ancora ad oggi non c'è stata alcuna assegnazione di fondi da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze a seguito della recente ulteriore nostra riforma (DPR 26 novembre 2007, n. 233).Contemporaneamente abbiamo sollecitato il Direttore Generale De Santis affinché emani istruzioni certe per il pagamento della quota residua di F.U.A. relativa all'Indennità di Amministrazione (i ns. progetti nazionali di "Aperture prolungate" e "Produttività ed efficienza"), facendo presente che per la CONF.SALUNSA Beni Culturali, tali progetti non si mettono in discussione (aboliscono)!In altri termini, abbiamo fatto presente al Direttore Generale la necessità che venga emanata una circolare che dia a tutte le Strutture centrali e periferiche del ns. Ministero le indicazioni necessarie affinché sia pagata la quota residua di detti progetti, dato che dal mese di gennaio 2008 è stata stabilizzata l'altra parte direttamente in busta paga sotto la voce di Indennità di Amministrazione.

UN GIRO DI POLTRONE TANTO CONTESTATO DAL SINDACATO

Non c'è più da stupirsi se la CGIL per il tramite del suo rappresentante nazionale ha inviato un'a-mail al Ministro con la quale si rinfaccia di non averlo assecondato in nulla o meglio lo si accusa di immobilismo e addirittura di essere stato un pessimo Ministro. Come avevamo visto noi della Confsal-Unsa, il Ministero pei i Beni Culturali, da diverso tempo è diventato facile preda dei politici, i quali non appena se ne impossessano, tentano in tutti i modi di lasciare un segno del loro nefasto passaggio. Ed è per questo che le continue riforme oltre che incominciare a stancare tutti i dipendenti, stanno purtroppo producendo un controsenso tale, che non si riesce più a star dietro ai notevoli cambiamenti di sedi, ripartizione dei servizi, funzioni, compiti, attribuzioni e quant'altro possa delineare l'esistenza del Ministero stesso. È naturale che il rappresentante della CGIL si debba lamentare, dal momento che con l'operazione condotta dal Ministro Rutelli sulle nomine non si è visto accontentare, vi erano purtroppo troppi contendenti e non si poteva certamente accontentare tutti. Stupisce che la CGIL e la CISL solo ora a legislatura terminata si scagliano contro il Ministro uscente, mentre in questi due anni ne hanno sempre appoggiato la linea e, preteso la non ingerenza dei sindacati ostili, ponendo quale, pregiudiziale il fastidioso tavolo separato, quasi a voler demarcare il limite del consentito, tra la loro politica sindacale e la presenza estranea del sindacalismo autonomo, che attraverso la protesta e l'azione sindacale proponeva una normalizzazione delle relazioni sindacali. Non c'è neppure da stupirsi se la UIL Beni Culturali in occasione del conferimento delle nomine dei dirigenti si è espressa negativamente, mentre poco tempo prima elogiavano il Ministro Rutelli perché aveva fatto finalmente le cose giuste nel nominare i Dirigenti Generali. Probabilmente alla compagine sindacale sono stati toccati alcuni interessi e quindi è saltata la "formula magica" che teneva uniti gli uni con gli altri e ora tutti si sentono bistrattati, perché non più accontentati dalla politica, che mai come in questo momento si deve amalgamare con la campagna elettorale tutt'ora in corso. È così che assistiamo alle invettive di tutti i sindacati contro Rutelli, colpevole di non aver realizzato una buona riforma e di non essersi coerentemente adoperato per risolvere gli annosi problemi del personale e del settore dei Beni Culturali. In tutto questo noi della Confsal-Unsa Beni Culturali, abbiamo dovuto denunciare con forza alla Magistratura contabile le irregolarità riscontrate nel conferimento degli incarichi dirigenziali e imporre all'Amministrazione il rispetto degli accordi sottoscritti, al di là dell'occupazione politica del dicastero, che da qui a pochi giorni ad urne chiuse potrebbe riappropriarsi delle strutture ministeriali.

RIQUALIFICAZIONE AREA B2 a B3 ULTERIORI NOMINE

Con circolare n. 68 il Mi- BAC ha decretato ulteriori nomine relative alla riqualificazione da area b2 a b3 per un totale di 23 unità a seguito di rinunce di altri candidati e per dare seguito alla sentenza del Tribunale di Caltanissetta sez. Lavoro che, ha riammesso un candidato escluso. La circolare sul ns. sito www.unsabeniculturlali.it

Un ambiente di lavoro informale non giustifica espressioni rozze ed eccessive

Giusto licenziare il capo che insulta i dipendenti (Cassazione 4067/2008)

Il capo che insulta i dipendenti con espressioni rozze ed offensive può essere licenziato. Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione confermando la sentenza della Corte di Appello di Milano che aveva ritenuto giusto il licenziamento per giusta causa del caporeparto del settore macelleria di
un supermercato. L'uomo aveva apostrofato pesantemente tre colleghe di lavoro con epiteti come "bastarde, figlie di p…, toglietevi dai c…, io qui non vi voglio, vi faccio licenziare tutte e tre, andate a lavorare altrimenti vi faccio un c… così", e per questo la società lo aveva licenziato. Il Tribunale in primo grado aveva ritenuto eccessiva la sanzione del licenziamento, reintegrandolo nel posto di lavoro.
La Corte di Appello di Milano in secondo grado aveva invece confermato il licenziamento rilevando che, per quanto l'ambiente di lavoro possa essere informale, nel comportamento e nel lessico usato non ci si può spingere fino alle maniere rozze ed eccessive e ad usare la voce alta, peraltro nelle vicinanze degli spazi frequentati dalla clientela del negozio, per richiamare i dipendenti ad una più esatta osservanza delle loro obbligazioni, e che il datore di lavoro non può consentire situazioni di sopraffazione o violenze, fisiche o verbali, essendo a suo carico l'obbligo di tutela anche della personalità morale dei dipendenti. La Suprema Corte, respingendo il ricorso del caporeparto, ha affermato che il carattere "rozzo ed eccessivo" delle espressioni rivolte alle tre dipendenti contrasta con "i principi di civiltà che non ammettono eccezione o attenuazione neppure nell'ambito delle relazioni professionali allorché ledono, per la forma scurrile e triviale, la dignità e l'amor proprio del personale, oltretutto sottoposto a vincolo di gerarchia nei confronti dell'autore di tali scorrettezze". Il licenziamento appare pertanto giustificato.( 27 marzo 2008)
 
 

IL DECRETO DEFINITIVO SULLA SICUREZZA NEL LAVORO (DLGS CDM 1.4.2008)

Il testo ha avuto il definitivo via libera dal Consiglio dei ministri


Il testo ha avuto il definitivo via libera dal Consiglio dei ministri Traguardo finale per la riforma sulla sicurezza sul lavoro. Il Consiglio dei Ministri del 1 aprile 2008 ha approvato in via definitiva il decreto legislativo recante il testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il tour de force che ha portato all'attuazione della legge delega n. 123 del 2007 si è rilevato alquanto complesso: per i tempi politicamente strettissimi a Camere sciolte (si spensi che l'esame preliminare da parte del Consiglio dei Ministri risale al 6 marzo 2008), per la mole del riordino 13 titoli per 306 articoli, che vanno dai principi generali alle misure di dettaglio per i diversi settori produttivi e per il clima nel quale l'esame si è svolto, scandito da un continuo conteggio di caduti sul lavoro. Gli interventi di riordino sono stati numerosi, tutti volti ad alzare il livello di protezione dei dipendenti ed a semplificare gli adempimenti burocratici per le imprese, favorendo la messa in sicurezza delle strutture, e vengono estesi a tutti i lavoratori: dipendenti, autonomi ed equiparati, a domicilio e a distanza, di impresa familiare e flessibili. I punti cardine della legge riguardano: gli obblighi per il datore di lavoro, le sanzioni, la sospensione dell'attività dell'impresa e l'interdizione alla partecipazione ad appalti pubblici nonché la sorveglianza sanitaria. Obblighi per il datore di lavoro : Valutazione di tutti i rischi ed elaborazione del documento conseguente a tale valutazione sia in caso di normali attività lavorative che in caso di appalto e subappalto. Designazione del responsabile del servizio di prevenzione. Nomina del medico competente. Individuazione dei lavoratori incaricati al servizio di emergenza e prevenzione incendi, di salvataggio e primo soccorso, ai quali devono essere forniti idonei dispositivi di protezione individuale. Richiedere l'osservanza da parte dei lavoratori di tutte le misure previste dalle norme vigenti. Informare in tempo reale i lavoratori in caso di pericolo grave e immediato. Formare e informare i lavoratori, i dirigenti, i preposti. Consentire la normale attività ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Consegnare agli Rls copia del documento di valutazione di rischio. Comunicare agli enti preposti Inail e Ipsema i dati relativi agli infortuni. Munire tutti i lavoratori di una tessera di riconoscimento ivi compresi quelli delle ditte in appalto e subappalto. Fornire informazioni al medico competente in merito alla natura dei rischi, organizzazione del lavoro, descrizione degli impianti, dati sulle malattie professionali e i relativi provvedimenti. Interventi di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dei locali dove si svolge l'attività lavorativa. Le sanzioni: Arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 5.000 a 15.000 euro se non viene effettuata la valutazione dei rischi, se non viene redatto il documento di valutazione dei rischi, e in caso di mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione. Arresto da sei mesi ad un anno quando la mancata valutazione dei rischi interessa imprese altamente pericolose come quelle per la fabbricazione di esplosivi, la lavorazione di agenti cancerogeni, il lavoro in miniera, i cantieri edili particolarmente complessi. La sospensione dell'attività di impresa e l'interdizione alla partecipazione ad appalti pubblici: presenza di oltre il 20% di lavoratori in nero. Violazione ripetuta delle misure di riposo. Violazioni che espongono al rischio di caduta dall'alto (mancato utilizzo della cintura di sicurezza, mancanza di protezioni verso il vuoto). Violazioni che espongono al rischio di seppellimento (mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno). Violazioni che espongono al rischio di folgoramento (lavori in tensione, mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale). Violazioni che espongono al rischio d'incendio (mancanza certificato prevenzione incendi per le attività soggette, mancanza mezzi estinzione incendi). Violazioni che espongono al rischio d'amianto (mancata notifica all'organo di vigilanza prima dell'inizio dei lavori che possono comportare il rischio di esposizione ad amianto). Sorveglianza sanitaria: Viene istituito un libretto sanitario e di rischio personale per ogni lavoratore che seguirà l'intera vita lavorativa, anche quando si cambierà lavoro o mansione. Le risultanze della sorveglianza sanitaria svolte dal medico competente dipendente dall'azienda, verranno annualmente comunicate al Servizio sanitario nazionale per il tramite della Asl territorialmente interessata. Finalmente sarà possibile avere a disposizione una informazione epidemiologica per milioni da lavoratrici e lavoratori sottoposti a visite mediche professionali. Viene confermato l'obbligo per le Aziende di tenere un registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. Tale registro va trasmesso annualmente all'Ispesl e al Ssn. Il provvedimento a giorni verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il testo è soggetto a ritocchi fino al momento della pubblicazione in Gazzetta. Nel parere, reso in esecuzione.

PENSIONI DI ANZIANITA' - ULTERIORI CHIARIMENTI

Ci giungono richieste di precisazioni in merito a quanto riferito con il comunicato n. 64 del 19 marzo scorso sull'argomento "Pensioni di anzianità – il cambio delle regole" – finestra di uscita del 1° luglio 2008 – in ordine ai requisiti richiesti : 57 anni di età al 30-6-2008 e 40 anni di contributi al 31-03-2008.
In particolare si chiede di sapere perché i requisiti non corrisponderebbero con quelli indicati in via generale,anche dall'Inpdap, secondo cui dal 1-1-2008 al 30-6-2009 occorrono 58 anni d'età e 35 di contributi per andare in pensione di anzianità.
L'osservazione è pertinente in quanto con la finestra di luglio 2008 può accedere al pensionamento anticipato un ristretto numero di dipendenti pubblici (ma anche privati) che, pur maturando il diritto con le nuove regole introdotte dalla legge 247/2007, possono andare in pensione con un anno in meno d'età 57 (invece di 58) maturata al 30 giugno 2008, ma con 40 anni di contributi, invece di 35 anni, maturati al 31-3-2008.
Il legislatore ha voluto così usare un trattamento di riguardo nei confronti di coloro che pur non avendo i 58 anni di età richiesti dal 1° gennaio 2008, maturano il requisito dei 40 anni di contributi entro il 30.03.2008.
L'eccezione del limite di 57 anni d'età riguarda solo le finestre di luglio e ottobre prossimi, mentre per le precedenti finestre di gennaio e marzo è rimasto valido il limite di 58 anni di età e 35 di contributi, che resterà parimenti valido per le successive finestre sino al 30-6-2009.
Resta, altresì, valido il diritto alla pensione con almeno 40 anni di contributi, senza alcun limite di età.
A completamento dei requisiti richiesti dalla nuova normativa per andare in pensione si riportano le seguenti indicazioni:
- secondo semestre 2009 e anno 2010 – quota 95, cosi conseguibile: 59 anni di età e 36 di contributi, oppure 60 anni d'età e 35 di contributi;
- anni 2011 e 2012 – quota 96, così conseguibile: 60 anni d'età e 36 di contributi oppure 61 anni d'età e 35 di contributi;
- anni 2013 e 2014 - quota 97 soggetta a verifica, così conseguibile: 61 anni d'età e 36 di contributi oppure 62 anni d'età e 35 di contributi;

Purtroppo la farraginosità della norma ne rende sempre più difficoltosa l'interpretazione che finisce col diventare sempre meno semplice e trasparente, in particolare quando è rivolta ai lavoratori ed ai pensionati !!

CONCORSO PER 500 POSTI PRESSO IL MiBAC

E' pronto ed è di prossima pubblicazione, salvo ovviamente il periodo intercoro per a seguito delle nuove nomine dei dirigenti (ricordiamo che il Dott. Cotone non è più il Dirigente del Servizio II, in quanto è stato sostituito dalla Dott.ssa Caterina Linares). Si precisa che la ripartizione per profilo dei posti messi a concorso per l'ex Area C non è stata ancora definita. Emerge, una stridente contraddizione riguardo i requisiti di accesso per l'ex qualifica funzionale B3, poiché mentre veniva richiesto, in conformità alle procedure concorsuali, diploma di scuola media superiore, si sta cercando di introdurre la necessità del possesso di specializzazioni che esulano normalmente dal titolo di studio sopra citato.

venerdì, aprile 04, 2008

BENI CULTURALI: CONFSAL-UNSA, NUOVO GOVERNO "CHIUDA ARCUS"

Il nuovo governo ''chiuda Arcus'', la spa in condominio tra il ministero dei beni culturali e il ministero delle infrastrutture con il compito di finanziare progetti di cultura con il 3% dei finanziamenti destinati alle Grandi Opere. Lo chiede l'unione dei sindacati autonomi Confsal Unsa, secondo cui la struttura, attualmente affidata ad commissario straordinario, ''cosi' come e' gestita e' un'inutile cassaforte ad uso e consumo prima del ministro dei beni culturali e poi per il ministro delle infrastrutture''. Secondo il segretario generale del sindacato Giuseppe Urbino, la spa pubblica - istituita nel 2004 dagli allora ministri Urbani e Lunardi - ''e' uno dei pesi morti della nostra nazione'', ''deve chiudere''. O quantomeno, suggerisce, bisogna ''riportare le competenze di gestione all'interno del Ministero per i beni culturali. Così facendo, ci sarebbe un risparmio notevole di costi aziendali, meno sprechi e soprattutto una maggiore trasparenza''. (ANSA). LB 04-APR-08 13:25 NNN

INTEGRAZIONE ALL'ESPOSTO DENUNCIA SULL'ILLEGITTIMITÀ DEL D.M. 28.02.2008 DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI- CONSEGUENTE ILLEGITTIMITÀ DELLE NOMINE DIRIGENZIALI DI SECONDA FASCIA.

Il coordinamento nazionale, in data odierna, ha inviato la seguente  in'integrazione all'esposto denuncia, al Presidente Corte dei Conti Dott. Tullio Lazzaro, al Presidente della Sezione Controllo Beni Culturali della Corte dei Consigliere Cons. Maria Elena Raso, al Dott. Francesco Verbaro Direttore Generale Funzione Pubblica, alla Corte dei Conti Sezione Centrale di controllo di  legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, che si riporta qui di seguito:

 

La scrivente Organizzazione Sindacale, in prosieguo ed ad integrazione della nota prot. n. 098/08 del 03.04.2008, denuncia a codesta spettabile Corte dei Conti e al preposto ufficio della Funzione Pubblica, l'illegittimità del D.M. 28.02.2008, in attesa di registrazione, per violazione del D.P.R. 27.11.2007, dell'art. 19 Dlgs 165/2001 e del D.M. 16 maggio 2007.

Infatti, l'art. 20 del D.P.R. 27.11.2007 sancisce che: "Il numero degli Uffici di livello dirigenziale non generale del Ministero è ridotto a 216 unità o posti di funzione. Entro tale limite complessivo bisogna provvedere con decreto ministeriale entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 4 –bis lett.e

della legge 23 agosto1988 n 400 e dell'articolo 4 , comma 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300, all'individuazione degli uffici di livello dirigenziali non generali nell'ambito delle direzioni generali centrali e periferiche e alla definizione dei relativi compiti, secondo il criterio dell'eliminazioni delle duplicazioni organizzative".

Orbene il suddetto D.M. del 28.02.2008 non si è attenuto a tale disposizione, per due ordini di ragione: la prima perché ha previsto la duplicazione di strutture organizzative, in netta violazione del suddetto art. 20, e la seconda perché ha previsto negli artt. 2, 3 e 4 una delega al Direttore Generale e ai Direttori Regionali, per la nomina dei Dirigenti di Seconda fascia, in netta violazione dell'art 4 comma 1 lett c), del suddetto art. 20, e dell'art. 8 del D.M. 16 maggio 2007.

Infatti il D.M. 28.02.2008 ha previsto lo sdoppiamento della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino e Benevento in Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno ed Avellino e Soprintendenza per i Beni Archeologici di Caserta e Benevento, (oltretutto dopo che il D.P.R. 27.11.2007 aveva accorpato la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei), creando così una duplicazione organizzativa, allo stesso modo le Soprintendenze per i Beni Architettonici, del Paesaggio, Storici, artistici ed etnoantropologici, sono state sdoppiate in Soprintendenze per i Beni Architettonici e del Paesaggio e Soprintendenze per i Beni Storici, artistici ed etnoantropologici.

L'art. 2  del D.M. 28.02.2008 sancisce che: " Ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. c) e dell'articolo 14 comma 1 lett. b), del dl.gs 165/2001, ed in attuazione dell'art. 8 del DM. 16 maggio 2007, citato nelle premesse, sono conseguentemente disposte le assegnazioni di risorse dirigenziali di seconda fascia, per il conferimento degli incarichi di direzione degli Uffici indicati negli allegati 1 e 2 ", l'art. 3 di tale D.M. sancisce che i Dirigenti Regionali provvedono a conferire gli incarichi dirigenziali per ciascuno indicati, ai sensi dell'art. 8 comma 2 del D.M. 16 maggio 2007, e l'art. 4 stabilisce che il Direttore generale per l'organizzazione espleta la procedura di cui all'art.8 comma 2 del D.M. 16 maggio 2007, fornendo tutti gli elementi occorrenti agli adempimenti di cui all'articolo 3. Orbene il suddetto art. 20 del D.P.R. 27.11.2007 sanciva che il decreto ministeriale da emanarsi nei sessanta giorni, avrebbe dovuto stabilire l'individuazione degli uffici di livello dirigenziali non generali nell'ambito delle direzioni generali centrali e periferiche e la definizione dei relativi compiti, quindi non la disciplina di delega delle nomine dirigenziali.

Ed ancora: l'art. 4 comma 1 lettera C) del Dl.gs 165/2001 sancisce che il Ministro individua le risorse umane e la loro ripartizione tra gli uffici di livello dirigenziale, e l'art. 8 del D.M. 16 maggio 2007 stabilisce che i Dirigenti di seconda fascia (e quindi le risorse umane, e non le risorse dirigenziali intese come posti funzionali)  devono essere assegnate con decreto ministeriale, a seguito di comunicazione al Ministro da parte del Direttore Generale delle proposte basate sulle valutazioni di idoneità tecnica dei Dirigenti interessati a ricoprire le funzioni dirigenziali (a seguito di domanda), utilizzando i relativi curricula. Invece con il D.M.. 28.02.2008, in netta violazione dell'art. 4 comma 1 lettera C) dl.gs 165/2001 dell'art. 8 del D.M. 28.02.2008 e dell'art. 20 del D.P.R. 27.11.2007, ha stabilito un'assegnazione di posti Dirigenziali, stabilendo poi che le risorse umane Dirigenziale, dovevano essere assegnate dai Direttori Regionali, su indicazione del Direttore Generale per gli Affari Generali.

Pertanto per tutte le su esposte illegittimità il D.M. 28.02.2008 non deve essere registrato, né devono essere registrati i provvedimenti di nomina dei Dirigenti di seconda fascia, conseguenti a tale D.M.

BUONI PASTO, UNA POSSIBILE SOLUZIONE!

Sul problema dei buoni pasto abbiamo sollecitato di nuovo l'Amministrazione Centrale a prendere contatti diretti con le ditte erogatrici dei tickets, al fine di pervenire alla sottoscrizione di singoli contratti tra il MiBAC e la Ditta individuata mediante la procedura amministrativa prevista, così come già analogamente è avvenuto con le altre amministrazioni dello Stato.

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

                                                         GIUSEPPE URBINO (SEGR.GEN. CONFSAL-UNSA): "ARCUS DEVE ESSERE CHIUSA"

 

"Lo spunto per parlare di Arcus viene ancora dai media (vedi ultimo numero di Edilizia e Territorio) – afferma Giuseppe Urbino, Segretario Generale della Confsal- Unsa Beni Culturali- che negli ultimi due anni non hanno risparmiato la SpA- cassaforte di Rutelli costretta al commissariamento e più volte nel mirino della Corte dei Conti.

 

Proprio di recente – prosegue il sindacalista – la Magistratura contabile ha sollecitato Arcus alla ricostituzione del Consiglio d'Amministrazione. Ricordiamo che dal 5 aprile del 2007 Arcus è stata commissariata dallo stesso Rutelli che ha nominato un suo fido collaboratore(un assicuratore ed ex editore di Europa, il quotidiano della Margherita, oggi anche  candidato per il Pd).

 

Una società come Arcus – ribadisce Urbino – una Spa pubblica, così come viene gestita, altro non è che un' inutile cassaforte ad uso e consumo prima del Ministro per i Beni Culturali e poi per il Ministro delle infrastrutture, il "proprietario" da una parte e il "partecipante" con il 3% destinato dai fondi in Finanziaria dall'altra. Insomma, insieme gestiscono oltre un centinaio  di milioni di euro,  per lo più distribuiti con criteri personali e soprattutto in modo clientelare. Del resto, è la stessa corte dei Conti che nella relazione sul rendiconto generale dello Stato del 2007,  afferma che la società " si sta trasformando in un'agenzia per il sostegno di interventi, predeterminati dai ministri e integrativi di quelli ordinari".

Ma dai Magistrati di via Baiamonti non è tutto – sottolinea Urbino "Arcus è in costante ritardo nella fase decisionale e in quella di esecutività dei progetti" , tutto ciò comporta il frequente finanziamento e la quasi immediata erogazione dello stesso per iniziative progettuali già avviate o addirittura concluse. Senza contare poi che la Corte preme per l'approvazione di un regolamento di cui Arcus non si è ancora dotata.

 

Arcus non ha nessuna ragione di esistere ancora, deve chiudere – dice ancora Urbino – ormai siamo ad un bivio, eliminarla o quantomeno riportare le competenze di gestione all'interno del Ministero per i Beni e le Attività culturali, così facendo,  ci sarebbe un risparmio notevole di costi aziendali, meno sprechi e soprattutto una maggiore trasparenza, quella che lo stesso Commissario di Arcus Arnaldo Sciarelli, in un'agenzia Ansa del 12 aprile 2007, dichiarò (Finanziamenti resi pubblici on line, uno staff più snello orientato al femminile e l'obiettivo di sposare grandi progetti con grandi ritorni, cercando interconnessioni anche con il turismo)  ma che a tutt'oggi non è stata mai attuata.  Guardare per credere. nel sito di Arcus(www.arcusonline.org) infatti non sono presenti tutti i progetti finanziati dalla Spa di Rutelli e,  in quelli pubblicati,  non c'è nemmeno l'ombra di quanto sia stato erogato.

 

Arcus quindi chiuda i battenti quanto prima – conclude Urbino –, è l'appello che facciamo al prossimo Ministro dei Beni culturali, è uno dei pesi morti della nostra Nazione, lo  auspichiamo con fermezza così come chiese qualche tempo fa la Fondazione Italiani Europei di Giuliano Amato e Massimo D'alema anche se poi improvvisamente con l'avvento al Governo degli stessi, tutto finì in una bolla di sapone e non se ne parlò più. Il resto è storia di oggi".