lunedì, dicembre 22, 2008

COMUNICATO STAMPA

GIUSEPPE URBINO(SEGRETARIO NAZIONALE CONFSAL-UNSA BENICULTURALI):

"PRIMO CDA DI ARCUS SPA PER RICOMINCIARE IN TRASPARENZA E CON REGOLE CERTE.

 

SODDISFAZIONE PER LA NUOVA PRESIDENZA AFFIDATA ALL'ESPERIENZA DEL PROF. SALVATORE ITALIA.

 

"Finalmente dopo le numerose nostre osservazioni sulla " malagestione " di Arcus – sostiene Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal –Unsa Beniculturali- Arcus, la società per azioni del Ministero per i beni e  le attività culturali in condominio con quello delle infrastrutture, ha ripreso la sua piena attività nominando un nuovo Cda guidato dal  Prof. Salvatore Italia.

 

La nomina di Salvatore Italia – prosegue il sindacalista - è stato un primo passo verso il ritorno alla normalità per una società che, ha sempre avuto la spada di Damocle addosso dei Magistrati della Corte dei Conti, Magistrati che hanno quasi sempre bocciato l'azione di Arcus.

Con la presidenza  Italia,  Arcus si avvarrà di una grande esperienza maturata in tanti anni di dirigenza trascorsi al Ministero. Nuovo corso quindi, regole certe, trasparenza e accesso ai finanziamenti con requisiti da dimostrare a differenza delle passate gestioni in cui Arcus era divenuta un'agenzia che distribuiva danaro pubblico a pioggia e a fondo perduto.

 

Rimane ora l'ultimo scoglio da superare – continua Urbino – la nomina del nuovo Direttore Generale di Arcus,  auspichiamo che non si proceda alla riconferma dell'attuale direttore, serve discontinuità nella dissennata passata gestione di Arcus.

 

Anche l'On. Gabriella Carlucci (PDL)  dichiarò che Arcus sperperava denaro pubblico : "La capillarizzazione dello sperpero – disse la  Carlucci - parte dalla sede di Arcus, voluta a tutti i costi in via Barberini dal  management, per un canone di locazione mensile pari a 18mila euro. Non si comprende - spiegò l'esponente del Pdl - perche' sprecare soldi quando il Mibac ha sedi idonee per accogliere un numero esiguo di persone quante sono quelle che lavorano per Arcus (all'incirca otto persone). Altra anomalia e' come mai una societa' che dovrebbe contenere i costi, cosi' come ha sempre affermato la Corte dei Conti, paga invece stipendi di 95mila e 65mila euro a un direttore centrale non indispensabile, e di circa 65mila euro al responsabile amministrativo".

 

Se fallimento c'è stato – conclude il sindacalista della Confsal Unsa Beni culturali,

 – è bene che si proceda  anche alla  sostituzione del Direttore Generale".

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