giovedì, dicembre 21, 2006

PROSEGUE L’ ATTACCO AGLI STATALI!

Come se tutti i guai del paese dipendessero dai lavoratori dello Stato.
I nullafacenti. Perché e come reagire alla più grave ingiustizia della nostra amministrazione pubblica. Questo è il titolo dell’ultima “fatica” letteraria di un nemico giurato degli sprechi pubblici, ovvero, secondo la sua opinione, gli impiegati statali.
Ebbene si, ogni tanto tornano. Luoghi comuni duri a morire che, ogni qualvolta un governo è in crisi, tornano a galla e, con un’abile regia, sono spacciati come verità assolute, perdendo tempo e soldi a discutere di un problema che è spacciato come tale, ma, in realtà, non è un problema così grave da giustificare un libro, numerosi articoli su quotidiani e periodici nonché l'istituzione di organi indipendenti di valutazione. Il Prof. Pietro Ichino, per spiegare il suo libro, parte da questi presupposti:
"Perché, mentre si discute di tagli dolorosi alla spesa pubblica per risanare i conti dello Stato, nessuno propone di cominciare a tagliare l'odiosa rendita parassitaria dei nullafacenti?"
Già il 24 agosto 2006, dalle colonne del "Corriere della Sera", Pietro Ichino aveva reso pubblico il progetto dell'istituzione di organi indipendenti di valutazione (OIV) capaci di stimare l'efficienza degli uffici pubblici e dei loro addetti, per consentire il licenziamento nei casi più gravi.
Il Governo intende andare avanti su questa strada tanto è vero che, in data 14 dicembre 2006 è stato presentato un progetto di legge-delega per l’istituzione di un’autority sull’impiego pubblico.
Purtroppo dobbiamo constatare che lo sport preferito da alcuni continua ad essere quello di sparare sugli statali per nascondere i veri responsabili del dissesto della pubblica finanza. Comodo e qualunquistico. Davvero sconcertante per un docente universitario, ovvero un dipendente pubblico, appartenente ad una categoria notoriamente tra le più controverse, soprattutto per i troppi privilegi, e che non ha mai brillato in efficienza. Si potrebbe tranquillamente esclamare: “Da che pulpito viene la predica”.
L'unico effetto della campagna scatenata da questo libro è la caccia agli statali, streghe o moderni untori di manzoniana memoria ovvero e capri espiatori usati per nascondere la vera causa della malattia. Che poi tra gli statali ci sia qualche fannullone che, grazie alla incapacità gestionale della classe dirigente, la quale non riesce a motivare sufficientemente il lavoratore sia dal punto di vista economico-funzionale che dal punto di vista normo- amministrativo, è vero e condivisibile. Ma da qui a dire che questa è la strada per risanare la pubblica amministrazione c'è di mezzo il mare! Tanto più che gran parte dell'inefficienza della stessa dipende dall'organizzazione del lavoro e non dalla scarsa produttività del singolo.

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