giovedì, giugno 07, 2007

L'ACCORDO SUI PASSAGGI DI AREA E GRAN CONFUSIONE SUI PRECARI

Oggi, nonostante il nutrito ordine del giorno, nelle due ore di Tavolo di Contrattazione nazionale è stato firmato solo l'accordo sui passaggi tra le aree, dall'area A all'area B1, oltre all'informativa se assumere subito o meno il personale precario a tempo determinato, data la pubblicazione del DPCM 21 febbraio 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 2007.

In riferimento all'approvazione dei c.d. Progetti nazionali (sono oltre 30 i progetti presentati) ed alla calendarizzazione degli incontri successivi con il Sottosegretario Marcucci, tutto è saltato per inderogabili impegni dello stesso. La riunione è stata aggiornata al prossimo mercoledì 13 giugno alle ore 15:00 con proseguimento a giovedì 14 giugno per discutere sull'assunzione del personale precario.

E' ormai chiaro a tutti che con questo andazzo, posticipando di volta in volta gli argomenti già posti all'ordine del giorno, di fatto non si affrontano tutte le altre questioni già evidenziate di particolare importanza (vedi ns. comunicato n. 39/07) e che rivestono comunque interesse anche per la conclusione dei processi di riqualificazione in atto (passaggi interni).

La CONFSAL-UNSA Beni Culturali, pur riconoscendo la priorità della sottoscrizione dell'Accordo sui passaggi dall'area A all'area B1 ha di nuovo rimesso al Tavolo la necessità di addivenire all'Accordo nel più breve tempo possibile anche dei passaggi dall'area B all'area C1 sollecitando la conclusione:

·         sulla pubblicizzazione degli esiti delle istanze di riesame operato dalla Commissione Unica Nazionale relativi l'Area B, per il definitivo inquadramento degli aventi diritto anche a seguito dello scorrimento per sopravvenuta rinuncia dei vincitori in altra regione;

·         sulle vere intenzioni dell'Amministrazione circa lo scorrimento delle graduatorie ai fini della conclusione di tutti i  processi di riqualificazione per tutto il personale interessato dell'Area C.

L'Amministrazione ha risposto che di fatto ci sono stati ulteriori impedimenti che non hanno permesso di ottemperare agli impegni presi e su fermo invito del Sottosegretario Marcucci, l'Amministrazione ha disposto che in riferimento alla conclusione delle richieste di riesame del personale Amministrativo entro la prossima settimana verranno pubblicate le relative "rettifiche od  integrazioni" e conseguenti inquadramenti; mentre in relazione allo scorrimento delle graduatorie ai fini della conclusione dei processi di riqualificazione per tutto il personale interessato dell'Area C, l'Amministrazione si è riservata di formulare un Accordo quadro su quanto esposto, invitando le stesse OO.SS. a collaborare per la stesura del testo.

 

Con la firma dell'Accordo sui passaggi tra le aree, dall'area A all'area B1, è stata anche sottoscritta la dichiarazione che tutte le procedure vengano concluse nel più breve tempo possibile, entro il 31 dicembre 2007. E' stato deciso anche che venga predisposto un progetto nazionale ad hoc.

Inoltre, nella sottoscrizione di tale Accordo, è stata ribadita la necessità di pervenire nella prossima riunione anche all'Accordo per i restanti passaggi dall'area B all'area C1. Sul tema dei passaggi d'area, il dibattito si è concentrato sull'utilità o meno del proseguimento dei lavori dei Tavoli tecnici sui nuovi profili professionali e sul redigendo accordo, dato appunto il breve tempo della procedura da noi richiesto, dal momento che, devono essere pubblicati i bandi, avviare i corsi, i colloqui, il controllo documentale e la redazione delle graduatorie, nonché i relativi inquadramenti.

Per dare avvio definitivo alla procedura, ricordiamo che occorre attendere l'emanazione del Bando che l'Amministrazione vorrebbe fare uscire in contemporanea a quello per i passaggi di area da B a C1.

Si ricorda che il Bando prevede 1401 posti a concorso dei quali, solo 700 potranno essere subito coperti, per i restanti si dovrà aspettare, comunque, l'autorizzazione della Funzione Pubblica o l'approvazione definitiva del nuovo Regolamento di Ministero (che contempla la nuova dotazione organica).

 

Nell'informativa fornita dall'Amministrazione, SE ASSUMERE SUBITO O MENO IL PERSONALE PRECARIO A TEMPO DETERMINATO, data la pubblicazione del DPCM 21 febbraio 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 2007 SI REGISTRA UNA GRANDE CONFUSIONE in quanto, da un lato, l'Amministrazione vorrebbe iniziare subito la procedura di inquadramento (assunzione definitiva) di solo 1183 giubilari rimandando l'assunzione dei restanti 235 (ex co.co.co, ex L.s.u. ecc.) alla "prova selettiva", mentre per i 631 Assistenti Tecnici Museali, bisogna – oggi – ancora aspettare per l'assunzione al 50% non più la disponibilità dei posti derivanti dai passaggi dei processi di riqualificazione in atto, bensì l'approvazione e l'entrata in vigore del nuovo Regolamento di Ministero per l'assunzione definitiva al 100%.

Su questa informativa alquanto confusa, la CONFSAL-UNSA Beni Culturali ha espresso un giudizio di dissenso non tanto sulla volontà di assumere le 1183 unità, ma sul metodo impostato, non volendo recepire quanto previsto a  favore dei lavoratori dallo stesso DPCM in merito alla "prova selettiva", oltre all'ulteriore  rimando dell'assunzione definitiva degli A.T.M.

La riunione, intanto, si è aggiornata ai prossimi incontri e, come di consueto, lo scrivente Sindacato terrà tempestivamente informato i Lavoratori.

RINNOVO CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO

Si comunica che l'Aran ha convocato per il giorno 14 giugno 2007, alle ore 10.00, le Organizzazioni Sindacali rappresentative, fra cui la Confsal e lo Snals-Confsal-Università-Cisapuni per l'apertura delle trattative relative alla definizione del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro (CCNL) del personale dirigenziale dell'Area VII (Istituzioni ed Enti di Ricerca e Sperimentazione – Università per il quadriennio normativo 2002-2005 e il biennio economico 2002-2003.

RINNOVO CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO

RINNOVO CONTRATTI  PUBBLICO IMPIEGO

 

In merito alla vertenza sul "Rinnovo dei Contratti del Pubblico Impiego", sfociata con l'apertura dei negoziati all'Aran per i comparti di Ministeri e Scuola e la successiva conseguente revoca dello sciopero del 1° giugno e, limitatamente alla Scuola, del 4 giugno, si riporta l'editoriale del Segretario Generale che è in corso di pubblicazione sul prossimo numero del Settimanale Confsal – Società – Cultura – Lavoro.

L'articolo ripercorre, in sintesi, la vicenda, dalla rivendicazione alla lotta e dall'Intesa del 6 aprile all'apertura dei primi negoziati all'Aran del 29 maggio, e riconferma l'impegno politico – sindacale della Confederazione in relazione alle trattative relative a tutti i comparti e aree dirigenziali.

Il 29 maggio 2007 l'ARAN, l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, ha avviato le trattative per il rinnovo dei contratti 2006-2007 per il personale dei Ministeri e della Scuola, sulla base dell'Intesa sottoscritta a Palazzo Chigi il 6 aprile 2007 dal Governo e da tutti i Sindacati rappresentativi del Pubblico Impiego, "interpretata" nella giornata del 29 maggio a Palazzo Chigi e, soprattutto, in sede negoziale all'ARAN.

All'apertura delle trattative per il rinnovo dei contratti di circa 1,2 milioni di lavoratori pubblici dovrà seguire in tempi brevi l'apertura dei negoziati per il rinnovo dei contratti relativi agli altri comparti del personale pubblico non dirigente e alle aree dirigenziali, in cui sono interessati oltre due milioni di lavoratori.

Pertanto, il presente impegno della Confsal si sta esplicando all'ARAN per i negoziati in corso, Ministeri e Scuola, e al Ministero della Funzione Pubblica per ridurre i tempi occorrenti per l'emanazione degli atti di indirizzo governativi all'ARAN per l'avvio degli altri negoziati.

Le risorse "disponibili" in trattativa trovano in parte la copertura con le leggi finanziarie del 2006 e del 2007 ed in parte nella attuazione degli accordi di Palazzo Chigi, con la legge finanziaria 2008.

All'ARAN si tratta sulla base di un aumento medio mensile lordo a regime del 5,01%, pari ad euro 101.

Le parti contraenti non possono non tener conto che i contratti sono scaduti da circa diciassette mesi e della sensibile erosione del potere d'acquisto delle retribuzioni. Pertanto, i tempi relativamente brevi della trattativa sono da considerare obbligatori, anche per evitare di sottoscrivere contratti normativo-economici a scadenza avvenuta, ovvero dopo il 31/12/2007.

Sul fronte normativo è necessario orientare la trattativa in relazione all'Intesa del 6 aprile 2007 sulla Riforma delle Pubbliche Amministrazioni e alla Pre-intesa sulla scuola, sottoscritta all'ARAN il 31 maggio 2007.

L'impegno negoziale della Confsal, con le sue Federazioni del Pubblico Impiego, continuerà con la medesima intensità che ha contraddistinto la sua azione sindacale nella lunga e difficile vertenza per il reperimento di risorse adeguate per il rinnovo dei contratti pubblici.

La Confsal, in occasione della stesura ed approvazione del DPEF (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria) 2007-2011, denunciò la scarsa considerazione da parte del Governo della depressione dei consumi, dovuta alla perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni, anche per il mancato rinnovo dei contratti, sia nel settore pubblico che in quello privato.

La Confsal, a distanza di qualche mese, in occasione della definizione e dell'approvazione della legge finanziaria 2007, evidenziò con forza l'insufficienza delle risorse destinate al rinnovo dei contratti pubblici, organizzando, tra l'altro, una grande manifestazione nazionale di protesta e lo sciopero generale del 7 dicembre 2006.

Il tutto si svolgeva mentre Cgil, Cisl, Uil accordavano consensi al Governo sia sul tasso d'inflazione programmata in occasione del DPEF 2007-2011 e sia sulla previsione delle risorse specifiche per il rinnovo dei contratti pubblici nella legge finanziaria 2007, arrivando alla incredibile "mistificazione" di dicembre 2006 con la "singolare" ed incredibile interpretazione del testo del documento finanziario.

Soltanto a finanziaria approvata e a contratto scaduto da oltre un anno, a fine gennaio 2007, Cgil, Cisl, Uil hanno dovuto finalmente prendere atto che non vi erano le condizioni finanziarie per un adeguato rinnovo dei contratti pubblici.

Quanto è accaduto in questi ultimi cinque mesi del 2007 è rimasto impresso negativamente nella memoria di tutti i lavoratori pubblici italiani.

Il Governo, dopo aver sottoscritto l'intesa del 6 aprile 2007, ha tentato di disattenderla per, poi, essere costretto ad eseguirla, almeno nei termini sostanziali.

Il ruolo della Confsal è stato forte soprattutto in questi cinque mesi con la sua incessante azione di pressione sul Governo e con la proclamazione dello sciopero generale dell'1 e, limitatamente alla scuola, del 4 giugno 2007, poi, a negoziati avviati, revocato.

E' da precisare che la Confsal non ha sottoscritto accordi in relazione all'introduzione in via sperimentale nel Pubblico Impiego del "triennio contrattuale", con riferimento al 2008-2010. L'accordo è stato sottoscritto soltanto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

La Confsal, in vigenza del Patto sul costo del lavoro e sulla politica dei redditi del luglio del '93, esprime serie riserve sull'accordo del "triennio contrattuale", seppure in via sperimentale, sia sul piano politico-sindacale e sia sul piano normativo pubblicistico e privatistico.

L'incredibile vicenda del rinnovo dei contratti pubblici ha messo ancora una volta in luce il valore dell'autonomia della più grande Confederazione autonoma italiana, la Confsal. La vera ed autentica autonomia del Sindacato si concretizza sempre nelle vertenze impegnative e difficili con ogni Governo della Repubblica e questa per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego lo è stata certamente. (Il Segretario Generale, Prof. Marco Paolo Nigi - Dal notiziario Confsal n. 135 del 6 giugno '07)

 

mercoledì, marzo 14, 2007

PRIORITA’ RIVENDICATIVE DEL SINDACATO AUTONOMO

PRECARIATO E RIORGANIZZAZIONE P.A. - INDIRIZZI GENERALI

Con questo comunicato completiamo le priorità rivendicative che la nostra Confederazione ha posto a base della piattaforma rivendicativa in occasione del Convegno tenutosi a Roma – sala Caprinica, sul tema della previdenza e delle pensioni.
La prima priorità rivendicativa è stata riportata nel Comunicato Unsa n. 61 del 28 febbraio 2007: Rinnovo CCNL dipendenti pubblici quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007;
La seconda priorità è stata riportata nel Comunicato Unsa n. 65 del 5 marzo 2007. Riforma del sistema previdenziale e pensionistico.
La terza priorità è costituita dal “precariato” e “ riorganizzazione della P.A.”


PRECARIATO

Il precariato è un’anomalia del mercato del lavoro che va combattuto in quanto viene utilizzato per pagare meno il lavoratore ed avere mano libera per licenziarlo. Occorre cambiare le condizioni del rapporto di modo che il lavoro a tempo indeterminato possa costare meno di quello precario. Occorre superare il dramma della precarietà che coesiste e si alterna con la disoccupazione e che affligge in particolare i giovani, le donne, concorrendo alla crisi economica della famiglia.
E’ alla Corte dei conti per la registrazione il DPCM del 1 Marzo scorso del Ministro Nicolais per la stabilizzazione di circa 7000 precari che operano nelle amministrazioni centrali dello Stato.
L’operazione scaturisce dalla L.F. 2007 che al comma 519 prevede la stabilizzazione a domanda:
- per il personale delle qualifiche funzionali;
- escludendo il personale con qualifica dirigenziale;
- con tre anni di servizio precario anche non continuativo, nell’ultimo quinquennio;
- con contratto stipulato ante 29 settembre 2006;
- assunto mediante concorso o prova selettiva dell’ufficio di collocamento;
- senza il requisito sarà necessario sottoporsi ad un prova selettiva;
- in servizio
o nei ministeri n. 4996
o Agenzie “ 1518
o Enti pubblici non economici n. 243
o Enti di ricerca n.205

Si rende ora necessario stabilire le regole ed i criteri nell’ambito del decreto ed il Governo ha previsto un incontro con le parti sociali per il prossimo 21 marzo.


ORGANIZZAZIONE P.A.

Non ci sorprende, abituati come siamo, il solito refrain da parte dei diversi governi succedutesi nel tempo nel nostro paese, che pone fra i primi punti del loro programma l’ennesima dichiarazione di riforma della pubblica amministrazione, più diversamente definita “riorganizzazione”.
E’ uno dei punti programmatici che trova attenzione nella pubblica opinione in quanto, pur non essendo materia interessata alla concorrenza del mercato, incide sulla politica economica perché anche dalla sua efficienza dipende la crescita della produttività.
Pertanto, l’efficienza di una P.A. moderna è necessaria sia per la crescita economica e sociale del paese, sia per conseguire uno sviluppo sostenibile,
Il percorso riformistico e riorganizzativo del Ministro Nicolais, iniziato con i provvedimenti inseriti nella L.F. 2007 e in corso di prosecuzione attraverso esternazioni, più o meno ufficiali o condivise con alcune parti sociali, è focalizzato e principalmente legato ad una serie di interventi amministrativi, normativi e contrattuali che investono:
- la sostanziale e forte crescita preventivata dell’informatizzazione della P.A; il cui costo dovrebbe diminuire del 25% entro il 2012;
- la misurazione di quasi tutti i servizi, sotto l’aspetto qualitativo e quantitativo, relativi alla:
o razionalizzazione del reclutamento del personale;
o alle forme flessibili del rapporto di lavoro, limitate a casi straordinari;
o al riassetto della dirigenza,
§ ridotta nel numero,
§ differenziata in base al merito,
§ oggettivamente rapportata a criteri di valutazione verificabile,
§ fornita di una autonomia di bilancio e di organizzazione;
§ legata ad una mobilità fra amministrazioni; incentivata con bonus economici; configurata in un sistema di para-mercato che ne impedisca il rifiuto; individuata in un modello di dirigenza manager e professional;
§ Soggetta ad uno spoil system limitato a quelle posizioni collaborative strettamente legate all’autorità politica, divenendo l’uscita l’estremo esito di ripetuti risultati negativi.
§ Coinvolta nell’effettivo ruolo di controparte dell’Amministrazione nei confronti con i sindacati.
- la progressione di carriera interna sia fra le aree sia fra qualifiche, svincolata dalla formazione e dai concorsi esterni, collegata a meccanismi interni di selezione specifici, verificabili ed appositamente predisposti;
- la progressione di carriera non più legata alla partecipazione ai corsi di formazione in aula, per l’effetto discriminante provocato a carico del personale indispensabile per l’attività dell’ufficio che non poteva partecipare ai corsi. La modificazione è volta a privilegiare la formazione on the job, cioè sul posto di lavoro, per cui l’avanzamento di carriera dipenderà dalla valutazione delle effettive capacità operative;
- La organizzazione o riorganizzazione di uffici pubblici, diretta a migliorarne l’efficienza, collegata al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.
- Ia individuazione di criteri e di indirizzi generali della organizzazione e riorganizzazione degli uffici attivati nella contrattazione integrativa, deputata anche alla differenziazione del trattamento premiale economico, in un concerto di forme di controllo che addirittura coinvolgono la associazioni dei consumatori.
- La predisposizione di un disegno di legge – A/S 1270 recante “ Integrazioni e modifiche alle disposizioni sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare nella pubblica amministrazione”, al fine ad di evitare che istituti e procedure finalizzati a semplificare ed accelerare la definizione dei giudizi penali possano determinare benefici indiretti sul rapporto di lavoro con l’amministrazione, pregiudicando l’esercizio dell’azione disciplinare.

Una cosa è certa. I primi atti di riforma, previsti dalla L.F. 2007, cioè i piani di riallocazione del personale, relativi agli eventuali esuberi o carenze di personale esistenti negli uffici, che avrebbero dovuto essere rassegnati dai Ministeri, non sono stati posti in essere entro il termine previsto del 28 febbraio u.s.
Dovremo verificare se saranno rispettati i tempi degli altri provvedimenti in scadenza il 31 marzo e 30 aprile prossimi.

mercoledì, gennaio 31, 2007

LAVORATORI E DIGNITA’

Ho parlato recentemente dei “fannulloni della Pubblica amministrazione”, prendendone le dovute difese.
Ho precisato che certi luoghi comuni sono duri a morire e, ogni qualvolta un governo è in crisi, tornano a galla.
Con un’abile regia, sono poi spacciati come verità assolute, perdendo tempo e soldi a discutere di un problema che è spacciato come tale, ma, in realtà, non è un problema così grave da giustificare un libro, numerosi articoli su quotidiani e periodici nonché l'istituzione di “organi indipendenti di valutazione”.
A me, sinceramente, sembrano più 'fannulloni' loro, i politici, che ci rubano i progetti, i posti di lavoro, le carriere, il futuro dei figli.
Dobbiamo renderci conto che tutta questa "Manovra lavoro", partita da lontano con il TFR, proseguirà inesorabilmente il suo percorso e diverrà inarrestabile se tutti i lavoratori, non solo i dipendenti pubblici, non si sveglieranno per tempo, cominciando a capire a cosa stanno andando incontro e dove li porteranno i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) in concertazione con questo governo.
L’ obbiettivo è ben chiaro: si vuole smantellare la pubblica amministrazione portandola a misura di impresa invece che al servizio del cittadino.
Si tratta di una “campagna di odio” ben concertata e chiaramente strumentale, finalizzata alla trasformazione della pubblica amministrazione in senso privatistico.
Già da tempo i pubblici dipendenti hanno un contratto di lavoro di tipo privatistico, pur lavorando alle dipendenze dello Stato.
Il risultato è una situazione ibrida che rende la posizione giuridica ed economica del pubblico dipendente sempre nebulosa e, quindi, più manovrabile.
E’ ora di finirla con queste ipocrisie! Diamo la giusta dignità ai servitori dello Stato e, soprattutto, diamo più dignità ai loro stipendi.